EMANUELE
FACCIO GOFAS

MEMORIE FISICHE 02

“ Fotografare vuol dire tenere nel più grande rispetto se stessi e il soggetto”.
HCB.

Con l'espressione “ritratto istantaneo” si indica normalmente un “ritratto” in cui il soggetto fotografato è stato colto in un’espressione involontaria, vale a dire un’immagine in cui quest’ultimo non è in posa, ma ripreso in un attimo scelto da chi fotografa. Secondo la logica corrente, si crede che questo genere di “ritratto” sia più naturale, proprio perché chi è stato fotografato non ha assunto un atteggiamento particolare, una posa.
In realtà, in questo caso, la volontà del fotografo rischia di annullare quella del fotografato, che resta in balia di chi crede di compiere un atto creativo, mentre effettivamente spesso compie un esercizio narcisistico e sopraffattorio, pensandosi come il reale protagonista dell’immagine. Di fatto, nel ritratto e non solo, il protagonista non è mai chi fotografa, ma ciò che viene fotografato.
Nella nostra epoca di individualismo esasperato, ciò può risultare a molti inaccettabile: limitativo della creatività dell’autore. Ma, checché ne possano pensare questi molti, al di sopra di ogni creatività sta il fatto che l’altro, come affermava Kant, non può mai essere ridotto ad un mezzo per giungere a qualche fine da parte di chicchessia.
L’immagine è parte integrante della persona. Nessuno può farla apparire diversamente da come questa vuole apparire. E l’unico vero modo che ha una persona che viene fotografata di apparire come ritiene giusto per sé è attraverso la posa. *

La posa "naturale" ricercata con l'utilizzo della tecnica del "ritratto istantaneo" è il modo più genuino per dare il tempo al soggetto di far affiorare la proprio interiorità. Al fotografo spetta il compito di assicurarsi che la scena sia idonea allo scatto, studiare la luce e la collocazione propria e del soggetto nello spazio, così come riconoscere l'attimo in cui fermare il tempo.
Emanuele Faccio Gofas




La fotografia è nel rapporto tra una luce e un soggetto, non di più, e nella vibrazione che questo rapporto produce sulla tua anima. E allora sentire la luce con l'anima e non con il cervello, chiudere gli occhi e poi riaprirli sul mondo, con immenso stupore e gioia. E tu diventi cuore e anima e cominci a sentirli vibrare quando la luce è quella giusta, quella che racconta e crea il soggetto.**


2014
_________________
* Meditazione e Fotografia. Diego Mormorio - Contrasto.
** Un eterno istante. Giovanni Gastel - Mondadori.

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