EMANUELE
FACCIO GOFAS

Profilo

Nasco di fronte al mare, a Sanremo nel 1981. Eredito, probabilmente dal nonno materno di nazionalità greca, artista, pittore e fotografo, un'importante passione per la fotografia e le arti visive. A questo punto mi fermerei qui senza espormi oltre, infatti, a differenza di quello che si può trovare nella stragrande maggioranza delle (auto)biografie di cui è tappezzato il web, qui non leggerete gesta da "enfant prodige".
All’età di cinque anni io giocavo, così come ad 8 e perfino a 12 il "sano vizio del gioco" non mi aveva ancora abbandonato.
Di macchine fotografiche in casa non ne mancavano, ciò nonostante le osservavo, affascinato, come si osserva un aereo alto in cielo, guardandolo da lontano e puntandogli il dito contro pur senza riuscire mai a toccarlo.
In occasione della mia prima comunione ricordo che anche io chiesi una macchina fotografica tutta mia, non ricordo nemmeno cosa fosse di preciso, ma non importa perché di preciso c’era ben poco. Ricordo che era piuttosto elementare, abbastanza “plasticosa”, con il pulsante di scatto in bachelite nera (forse mi piace pensarlo, più probabilmente era semplice plastica) e la ghiera per l’avanzamento del rullino dannatamente ostinata. Ricordo quei dentini impressi sulla tenera pelle del mio dito pollice ogni volta che la giravo.
La usavo, sempre per gioco, durante l’estate in quella campagna sanremese che conteneva magicamente tutte le mie estati. I rullini, poi, li facevamo sviluppare al ritorno in città durante l’inverno, se andava bene.
Avevo una "fissa" per le foto scattate sugli alberi anche perché, un po' come Cosimo della famosa opera di Calvino, c'ero sempre sopra.
Ricordo che mi arrampicavo sempre sulla solita mimosa dietro casa e puntavo l’obiettivo verso il mare, dritto in direzione Corsica, l'isola che durante le fredde giornate invernali si affaccia all'orizzonte e sembra quasi di poterla toccare.
Mi sarebbe piaciuto scattare la stessa foto, dallo stesso albero, alla stessa ora, dello stesso giorno, dello stesso mese di ogni anno futuro; questo fu, probabilmente, il mio primo "progetto" fotografico, e fu anche il primo a rimanere solo nella mia testa. Oggi quell'albero non c'è più, così come tutta la serie di immagini che avrei voluto scattare, ma mi è rimasta una foto a ricordarmi chi ero e cosa facessi su quell'albero.
Nonostante l'accresciuto interesse e l’enorme fascino che esercitava su di me la fotografia, conclusi gli studi superiori ed ottenuto il diploma di maturità classica, decido per una formazione medico-scientifica.
Dopo gli studi in Biotecnologie mediche presso l’Università degli Studi di Pavia, mi iscrivo alla facoltà di Medicina presso l’Ateneo di Genova, dove tutt’ora sono impegnato ad ultimare il percorso formativo.
In tutto questo tempo la Fotografia non ha mai smesso di ossessionarmi, diventando una componente fondamentale della mia vita. Con gli anni ne ho approfondito la conoscenza (mai a sufficienza) studiandone la storia e la tecnica, riuscendo così finalmente a sperimentarla in modo un po' più consapevole e ragionato.
Poi bla bla bla, blabla bla, blablablablabla e ancora, bla e bla.
Ritengo superfluo dedicare spazio ad una elaborata descrizione di cosa rappresenti per me la fotografia, credo che essa si spieghi da sola, più semplicemente, per immagini.
Se dovessi, molto brevemente e solo per un attimo, “dilungarmi”...
Adoro la luce naturale e, quando possibile (cioè quasi mai), l'utilizzo di pellicola.
Sperimento diversi generi, dal ritratto alla foto di reportage, passando per lo still-life ed approdando, poi, ad una fotografia prettamente evocativa e concettuale.
Il bianco e nero è il mio modo di rapportarmi con l’immagine (e con il mondo), i colori distraggono dal concetto, pur riuscendo in taluni casi ad abbellirlo.
A questo proposito, non mi interessano le belle foto ma le foto buone, due cose nettamente distinte.


I'm born in front of the Ligurian sea, in Sanremo. I've probably inherited my passion for photography and visual arts from my grandfather, a young greek soldier who found himself in Italy during the second World War, he worked and lived in Liguria and he was also an amateur artist who enjoyed both painting and photography.
I won't say anything else on my “high lineage” and my “glorious” first step in the arts, differently from what we usually see in autobiographies, you won't read of an “enfant prodige” here.
Growing up, beside my scientific studies, photography never stopped fascinating me, becoming an essential aspect of my everyday life. Throughout the years I've deepened my knowledge of it, studying its evolutions in history, its different techniques, and finally being able to experiment it with more awareness.
Then i formed my point of view:
-Worshipping natural light, I prefer avoiding digital equipment in favor of the analogical one, whenever it's possible;
-Experimenting different kind of photography such as portrait, reportage, still-life, I've finally reached what I consider the essence, and I now present merely evocative images;
-Using Black and white is my favorite way of approaching image (and the world), I consider colors a distraction because they are sometimes able to untruthfully embellish the facts.



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2018: [Italia]Genova, Staglieno, "Nova Lux".
2017: [Belgio]Bruxelles, European Parliament, "We will make it" [Leggere il presente].


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